CAPITOLO XI

LA NOSTRA VITA
NELLA CASTITÀ CONSACRATA

 


168

168,1. Tra i consigli evangelici la castità, che sotto l'azione dello Spirito Santo liberamente si sceglie per Cristo e per il suo Regno, deve essere apprezzata come un insigne dono di Dio.

168,2. La vita di castità ha il suo fondamento nell'amore preferenziale per Dio e per gli uomini: ci dà, infatti, in particolare, una più ampia libertà di spirito per cui possiamo, con cuore indiviso, unirci a Dio e farci tutto a tutti.

168,3. Mediante questo dono sempre custodito e coltivato, la nostra fraternità diventa un luminoso esempio di quel mistero che unisce la Chiesa all'unico Sposo. Il carisma del celibato, che non tutti possono capire, è una scelta per il Regno dei cieli, un annuncio profetico della presenza di questo Regno in mezzo a noi, e una testimonianza di quella vita futura, in cui i risuscitati saranno fratelli tra loro davanti a Dio, e Dio sarà per loro tutto in tutti.

169

169,1. Una caratteristica di san Francesco è la ricchezza di affetti e la capacità di esprimerli.

169,2. Innamorato di Dio e degli uomini e perfino delle cose create, Francesco è veramente l'amico e il fratello di tutti.

169,3. Gioviale e delicato, stupito davanti a ogni cosa bella e buona, vuole che i suoi frati, immersi in una pace e fratellanza senza confini, anzi cosmiche, siano gioiosi cantori della penitenza e della conversione.

170

170,1. La castità, nel nostro cammino verso il Regno di Dio, comporta inevitabilmente delle rinunce che bisogna conoscere e accettare. Un attento uso di mezzi soprannaturali e naturali può aiutare il necessario equilibrio umano e far evitare al frate i pericoli più insidiosi del celibato come l'ignavia, la solitudine del cuore, la ricerca delle comodità, le indebite compensazioni o la morbosa deviazione dell'affettività.

170,2. La castità consacrata a Dio, dono dato agli uomini, si alimenta, si sostiene e cresce con la vita sacramentale dell'Eucaristia e della riconciliazione, con la preghiera perseverante e nell'unione con Cristo e la sua Vergine Madre.

170,3. Procuriamo, dunque, di corrispondere con generosità a questo dono, non presumendo delle nostre forze, ma confidando nell'aiuto di Dio.

171

171,1. La maturazione affettiva e sessuale ha un suo cammino graduale di conversione che va dall'amore egoistico e possessivo fino a un amore capace di donarsi agli altri.

171,2. Tutti i frati, specialmente i superiori, ricordino che l'amore fraterno nella vita in comune e nel servizio vicendevole è un sostegno particolarmente valido della castità.

171,3. Una vera fraternità, serena e aperta agli altri, rende più facile il naturale sviluppo affettivo di ciascuno. L'impegno fraterno richiede che si rinunci all'amore di se stessi e ci si dedichi agli altri, favorendo così le autentiche e profonde amicizie che giovano a una completa vita affettiva.

171,4. Oltre alla custodia dei sensi e del cuore, vivendo in umiltà e penitenza, applichiamoci lietamente al lavoro continuo e adottiamo anche altri mezzi utili alla salute della mente e del corpo.


172

172,1. I frati amino tutti gli uomini in Cristo e li invitino in modo fraterno e cordiale a far parte del Regno di Dio.

172,2. Secondo l'esempio del nobile affetto di frate Francesco per sorella Chiara, il nostro comportamento verso le donne brilli per cortesia, rispetto e senso di giustizia.

172,3. L'amicizia è un grande dono in quanto favorisce la crescita umana e spirituale. In forza della nostra consacrazione e per il rispetto alla vocazione di coloro con i quali siamo in contatto, evitiamo di legarli a noi; doniamo, piuttosto, noi stessi a loro. Si crea, così, quell'amicizia che salva e non demolisce la fraternità.

172,4. Anche le relazioni con la propria famiglia aiutano la crescita affettiva; non si dimentichi, però, che la nostra nuova famiglia e la fraternità.


173

173,1. Meditiamo spesso le parole con le quali san Francesco esortava i suoi frati a lasciar da parte ogni preoccupazione e ad amare e adorare in tutte le creature il Signore Dio con cuore puro, con corpo casto e con santa operazione.

173,2. Niente, dunque, ci sia di ostacolo, niente si frapponga a che in noi e nelle nostre fraternità agisca e si manifesti lo Spirito del Signore.