BENTORNATO ALTARE PAPALE !

Un’idea ispirata dalla Madonna

 

Ci trovavamo nel mese di maggio dell’anno 2014. Con il consueto fervore, il tenero amore e la profonda fiducia nella Vergine Santissima, stavamo celebrando il mese a lei dedicato. Niente mi faceva intuire che mi avrebbe all’improvviso lanciato un messaggio a sorpresa, un’idea che attendevo di concepire dal profondo del mio cuore fin da quando, nel lontano 2004, il compianto e amatissimo p. Fedele Iasevoli si complimentò con me per i paliotti dei vari colori liturgici con i quali solevo ricoprire l’altare del Santuario: “Ottima idea – mi disse – così non fai vedere quella bruttura con quelle orrende corna!”. Si riferiva, oltre che all'altare, al piedistallo su cui era stato posto. P. Fedele fu superiore in Terracina praticamente dal 1991 al 2000 ed evidentemente in tutti questi anni dovette subire, senza poter intervenire in alcun modo, una struttura che non aveva mai approvato.

Il “messaggio a sorpresa” della Madonna giunse in occasione di una visita guidata a carattere culturale partecipata da unconsistente gruppo di persone interessate. Vennero evidenziate, con grande competenza e precisione dei particolari, tutte le caratteristiche storiche, pittoriche e architettoniche del Santuario. A un certo punto fu fatta notare una lapide che attualmente è collocata sulla parete che precede l’ingresso alla penitenzieria.

Su tale lapide si trovano incise le seguenti parole:

“LEONE XIIIP O M il di 8 settembre 1899 decorava questo SANTUARIO dell'altare maggiore A GLORIA DELLA VERGINE che vi si venera – I DEVOTI DI TERRACINA RICONOSCENTI”.

 

Tutti allora si recarono incuriositi verso il presbiterio per ammirare questo dono del papa e … con una certa perplessità si rivolsero a me chiedendomi se fosse quello. La guida non poté nascondere il proprio imbarazzo e io mi feci coraggio e indirizzai l’attenzione degli astanti verso il solo paliotto collocato sotto l’immagine della Madonna. Dopo un breve silenzio, che a me parve interminabile, una persona esclamò: “Come è stato possibile declassare un altare papale a semplice mensola?”, e si recò subito a scrivere il proprio disappunto nel libro posto a disposizione dei visitatori.

Fu a quel punto che mi tornarono alla mente le parole ironiche del nostro storico P. Mariano D’Alatri nel suo studio riguardante il Santuario: “La chiesa fu aperta al pubblico nel 1896. Tre anni dopo, nel 1899, Leone XIII donava l’altare maggiore, in marmo, come ricorda una lapide che ancora oggi si legge sul pavimento, con disappunto, forse, dell’ignaro visitatore che nel presbiterio vede un moderno altare «conciliare» rivolto verso il popolo.” (MARIANO D’ALATRI, Santuario Mariano della Delibera, 1989, p. 26).

 

Non ho dubbi sul chiarissimo messaggio che in quella occasione la Madonna mi stava lanciando: “Rivoglio il mio altare!” … e con febbrile entusiasmo corsi a documentarmi sulle cronache del convento per poterne sapere di più.

Che cosa era successo?

L’11 gennaio 1975 il Ministro Provinciale P. Corrado Gneo, in sacra visita, pregava i frati di provvedere al progetto di un nuovo altare. L’8 novembre 1975 lo stesso P. Provinciale accompagnato dai PP. Francesco Cervoni, Ugolino da Belluno, Augusto Giansanti e dall’architetto Matteini cercarono inutilmente in loco una soluzione del problema del nuovo altare maggiore e la collocazione del Tabernacolo. Il 9 novembre 1976, ricevuta risposta positiva dal Definitorio provinciale, iniziava lo smontaggio dell’Altare e delle balaustre. Su disegno del P. Francesco Marocco, approvato dalla Curia Vescovile, venne ordinato il nuovo altare direttamente dalle cave di travertino di Tivoli dei fratelli Pacifici. Il bellissimo paliotto venne sistemato sotto l’immagine della Madonna. Il 19 marzo 1989, il superiore P. Lorenzo Sirizzotti effettuò i lavori di ripavimentazione in travertino del presbiterio.

Si parte!

Fu la guida stessa di quella provvidenziale visita (il Sig. Venceslao Grossi) che, venendomi a trovare il successivo 5 giugno 2014, mi suggerì di effettuare una sottoscrizione popolare al fine di sondare i sentimenti di tutti a riguardo. Il giorno dopo tappezzai l’ingresso della chiesa di manifesti e volantini al grido di: Riabilitiamo l’altare papale!

L’entusiastica risposta fu immediata e, sia in chiesa che per la città, molti volontari si impegnarono per la raccolta delle firme.

Il 10 giugno 2014 scrivevo al Ministro provinciale: “Carissimo Gianfranco, ti informo che, da qualche giorno, qui nel Santuario e per Terracina, è in corso una sottoscrizione popolare allo scopo di richiedere il Nulla Osta della Soprintendenza per i beni culturali e architettonici per il ricollocamento dell'altare, donato da SS. Leone XIII al Santuario nel 1899, al centro del presbiterio. Tale necessità si fa sempre più pressante in quanto il Santuario è ormai meta di pellegrinaggi non solo religiosi, ma anche culturali e all’ammirazione delle opere d’arte architettoniche e pittoriche si alterna il disappunto per la presenza di un altare quanto meno inadeguato che, da circa quarant’anni, sostituisce quello più consono ridotto a semplice mensola. Sarebbe necessaria, oltre alla tua paterna approvazione e a quella del tuo Consiglio, anche una ricerca d’archivio qualora fossimo in possesso di qualche documentazione dell’epoca specie riguardo al progetto esecutivo. Sarebbe auspicabile conoscere anche le tecniche adottate quarant’anni fa per la rimozione di detto altare … Non so se sia necessario informare anche la Curia Vescovile, dato che in essa esiste un’apposita Commissione a riguardo. È certamente importante redigere un progettino che possa essere approvato dalla Soprintendenza e scegliere la ditta più idonea alla realizzazione di tale lavoro. Ti ringrazio della tua paziente attenzione e auspico di incontrarci quanto prima per ogni ulteriore chiarimento. Pace e bene. fr. Arturo Nevastri.”

Il 13 giugno 2014, in seguito all’indicazione del collaboratore del Santuario Lorenzo Iacovacci circa lo studio ingegneristico, inviavo un’ulteriore istanza: “Carissimo Gianfranco, faccio seguito alla mia e-mail del 10/06/2014 per completare le informazioni a riguardo dell’eventuale riabilitazione dell’altare di Leone XIII. Innanzitutto sarebbe necessario partire quanto prima con i lavori di ricerca degli atti necessari all’elaborazione di un progetto che tenda ad ottenere il nulla osta della Soprintendenza per i beni culturali e architettonici, nonché quello della Soprintendenza dei beni artistici del Lazio. Bisognerà in particolare ottenere l’accesso agli atti riguardanti l’intervento sul tetto del 2001 e anche a quelli riguardanti il restauro dell’affresco effettuato (credo …) intorno al 1995. A mio parere sarebbero adatti allo scopo l’Ing. Rodolfo Marigliani (è, tra i professionisti di Terracina, quello che più ha realizzato importanti interventi) e l’Arch. Roberto D’Amico (che si occupa dei restauri conservativi, architettonici e culturali) che, ovviamente avrebbero bisogno di un mandato del Procuratore generale della Provincia. Imploro umilmente una tua sollecita risposta in merito perché, purtroppo, il tempo stringe e la popolazione è in lodevole fermento. Certo non sarà possibile realizzare il tutto per la prossima festa del Santuario, ma ci sono ottime speranze di restituire l’altare al culto per il prossimo Natale. Con devoto affetto fraterno fr. Arturo Nevastri”.

Il 7 luglio 2014 il Ministro provinciale mi inviava questa lettera: “R. e Caro fr. Arturo, ho esaminato con il Consiglio provinciale la tua richiesta, presentata il 13 giugno, di poter restaurare l’altare del Santuario della Delibera nella congregazione del 30 giugno – 1 luglio ca. Da parte nostra non vi è nulla in contrario previo parere favorevole della Fraternità e fatte salve le autorizzazioni della Curia Diocesana e delle competenti autorità civili. (…) Ti chiediamo, inoltre, di fornire al Consiglio provinciale, man mano che la situazione si rende più chiara e operativa, i progetti ed i relativi preventivi. Ti saluto fraternamente, fr. Gianfranco Palmisani ofmcap Ministro provinciale”.

Il 15 luglio 2014 scrivevo a S. E. Rev.ma Mons Mariano Crociata, Vescovo di Latina – Terracina – Sezze – Priverno: “Eccellenza Reverendissima, in seguito al parere favorevole del mio Ministro Provinciale e suo Consiglio (che Le accludo in allegato) nonché quello della mia fraternità e di una moltitudine di devoti e cittadini Terracinesi che hanno volentieri realizzato una copiosa sottoscrizione, Le chiedo umilmente L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE a riguardo del ricollocamento al centro del presbiterio dell’altare donato nel 1899 da SS. Leone XIII a questo nostro Santuario di Maria SS.ma della Delibera. Il paliotto di detto altare si trova attualmente sotto l’affresco della Madonna fin dal novembre del 1976. In attesa di una Sua cortese risposta, La saluto devotamente in Cristo Gesù. - p. Arturo Nevastri - Rettore del Santuario”.

Il 17 settembre 2014 l’Ordinario Diocesano così protocollava: “Vista l’istanza di Padre Arturo Nevastri, Rettore del Santuario di Maria SS. della Delibera in Terracina, presentata in data 15/07/2014, sentito il parere dell’Ufficio per i Beni Culturali, assunte d’ufficio le opportune informazioni; SI AUTORIZZA il Santuario di Maria SS. della Delibera in Terracina come sopra rappresentato a procedere alla stipula del contratto di incarico professionale per la redazione del progetto preliminare e definitivo per lo spostamento dell’altare alleseguenti condizioni:

1. Incontro propedeutico tra il professionista incaricatoe l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastico, antecedente alla redazione delprogetto;

2. Necessità di parere del predetto Ufficio sul progetto definitivo,antecedente alla redazione del progetto esecutivo che verrà successivamente consegnato all’Ufficio per i Beni Culturali per i pareri degli organidiocesani;

3. Consegna del progetto esecutivo alle autorità civili, successivaall’ottenimento dei predetti pareri diocesani;

4. Consegna dei pareri delleautorità civili e comunicazione preliminare della data di inizio lavori all’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastico. (…) L’Ordinario Diocesano Mariano Crociata”.

Il 1 ottobre 2014 giungeva la sospirata autorizzazione definitiva: “R. e Caro fr. Arturo, facendo seguito alla tua comunicazione con cui mi trasmettevi il benestare del Vescovo diocesano per i lavori concernenti l’altare del Santuario ed il preventivo dell’Ing. Marigliani, ti autorizzo a procedere nei lavori di ristrutturazione dell’area interessata. Pace e bene, fr. Gianfranco Palmisani ofmcap Ministro Provinciale”.

Si concludeva anche il massiccio sondaggio popolare raggiungendo un totale di 994 firme.

Il 18 dicembre 2014, Don Massimiliano Di Pastina e l’Arch. Ferruccio Pantalfini, della Curia Vescovile, Commissione per l’Arte Sacra e i Beni Culturali Ecclesiastici, effettuarono un sopralluogo presso il presbiterio del Santuario in vista del permesso da conferire per l’esecuzione dei lavori di riabilitazione dell’altare papale.

Sedici mesi di sofferta “gestazione” …

Il 7 febbraio 2015 mi incontrai con Don Massimiliano Di Pastina e l’Arch. Ferruccio Pantalfini, della Commissione diocesana per i Beni Culturali; con noi c’erano l’Ing. Rodolfo Marigliani e l’Arch. Roberto D’Amico i quali ci illustrarono il progetto di trasferimento dell’altare papale da loro realizzato. A questo incontro ne seguì un altro il 18 febbraio nel quale i medesimi membri della Commissione diocesana vollero apporre alcune modifiche al progetto.

Il 26 marzo 2015 giunse per e-mail il parere positivo della Commissione: “Gentile Padre Arturo, le comunico il parere della Commissione d'arte sacra in merito al progetto di adeguamento liturgico del presbiterio del Santuario: - la pedana, corrispondente alla sede del celebrante, non deve proseguire oltre lo schienale, per evitare che il passaggio dei devoti alla sacra immagine sia ostacolato dalla pedana stessa, che potrebbe costituire barriera architettonica per i diversamente abili; - l'ambone non si deve ispirare al linguaggio stilistico del paliotto d'altare, ma denotare la propria contemporaneità attraverso forme prive di decorazioni e quindi essenziali. Per esso occorrerà presentare ulteriori elaborati grafici. - per l'ambone deve essere utilizzato un travertino noce chiaro; anche l'integrazione dell'altare deve essere meno evidente rispetto a quanto proposto nel progetto, quindi con l'uso di un materiale lapideo chiaro.  In relazione al progetto, vale l'obbligo per il Direttore dei Lavori di comunicare, almeno quindici giorni prima, la data di inizio degli interventi all'Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, che ne darà comunicazione a S. Ecc. il Vescovo. Ferruccio Pantalfini”.

Ottenuta l’autorizzazione ufficiale del vescovo il 20/04/2015 per la presentazione del progetto alle autorità civili, inoltrammo la richiesta alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di RM, FR, LT, RI e VT di autorizzazione per l’esecuzione dell’opera. Trascorsi sette lunghi mesi di estenuante attesa, mi recai il 3 novembre insieme al Sig. Lorenzo Iacovacci a Latina presso l’ufficio dei beni culturali e ottenni finalmente la tanto sospirata autorizzazione. In seguito alla rinuncia alla direzione dei lavori dell’Ing. Marigliani, mi recai di nuovo, nello stesso mese a Latina per ritirare il materiale dell’autorizzazione giacente presso la Soprintendenza.

Nel corso dell’anno 2015 vennero donati da vari benefattori circa 3.000 euro per i lavori dell’altare. Non restava che attendere l’occasione opportuna per lanciare il segnale di inizio.

… e finalmente l’esito

In seguito a tante peripezie fallimentari, la Madonna stessa decise ancora una volta di prendere lei l’iniziativa servendosi di una persona devota e il 4 febbraio 2016 ebbi un incontro con la restauratrice Iliadora Marafini in vista del contratto di appalto con l’impresa Tecnorestauri del Geom. Vargas Luigi& C. e l’incarico professionale per la direzione dei lavori dell’Ing. GianpieroFalcone e l’Arch. Luisella Taviano (tutti già impegnati nelle opere di restauro della Cattedrale di S. Cesareo). Il 13 marzo fu presentato e approvato il preventivo dell’impresa Tecnorestauri e nel mese di aprile si apposero tutte le firme necessarie.

Il 2 maggio ci fu la consegna al Comune della comunicazione inizio lavori e il 16 maggio si procedette alla rimozione dell’altare moderno con il recupero della mensa originale e, a seguire: smontaggio del paliotto e sua pulitura, sistemazione ad opera di restauratori qualificati della parete sottostante l’affresco, smontaggio dei vecchi scalini in travertino e posizionamento dei corrugati necessari al passaggio dei cavi per l’impianto audio, posizionamento dei nuovi scalini in travertino, levigatura del pavimento del presbiterio, assemblaggio dell’altare in posizione prevista dal progetto. Il 26 maggio 2016, alle ore 17,00 potevamo acclamare la fine dei lavori. Dopo 40 anni di “esilio” l’altare maggiore si trovava di nuovo al suo posto circondato dall’appropriato decoro. Alle ore 18,30 vi celebravo la prima santa messa.

Non mi resta altro da dire se non di esprimere il mio meravigliato incanto nell’aver potuto constatare, ancora una volta, l’azione umile, paziente e discreta di Dio che si fa vicino a ciascuno di noi per trasformarci in altrettanti umili e discreti strumenti del suo immenso amore che ogni giorno, sull’altare di Cristo, si concretizza nel dono supremo della Vita!

fr. Arturo Nevastri ofm cap